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Le Amanite Mortali
Vogliamo ricordare con le due
righe che seguono le caratteristiche di due amanite potenzialmente mortali che crescono
nel nostro ambiente, così il lettore potrà rispolverare le proprie conoscenze
o magari acquisirne di nuove.
Le due specie in questione sono la famosa Amanita phalloides e la forse meno
conosciuta Amanita virosa.
Queste due amanite danno un tipo di intossicazione grave denominata sindrome
falloidea che inizialmente da sintomi quali nausea/vomito alimentare, vomito
biliare, dolori addominali, con diarrea ederiforme, ecc., per poi portare al danneggiamento delle cellule epatiche.
I primi sintomi compaiono normalmente
dopo almeno sei ore dall'ingestione del fungo. I principi attivi tossici presenti
nel fungo non sono termolabili, pertanto si riscontrano anche dopo prolungata
cottura, non solo nel fungo tal quale ma anche nel liquido di cottura. Sono sufficienti circa 50 grammi di
fungo fresco per un adulto di peso corporeo medio
e circa 20 grammi per un bambino al di sotto dei 30 chilogrammi di peso corporeo per portare alla morte il soggetto che l'ha consumato.
Il genere Amanita è suddiviso in vari sottogeneri nonché sezioni e specie. In totale in Europa esistono
circa 65 specie di varia commestibilità.
Le due amanite
che a noi interessano appartengono al sottogenere Amanitina sezione Phalloidee.
Ma prima di continuare è opportuno descrivere quali sono i caratteri generali di
una amanita. E' importante quando si raccoglie un fungo che esso sia intero e
che venga osservato in tutti i minimi particolari. Innanzitutto le Amanite sono
funghi eterogenei, il cui cappello, cioè, si può staccare dal gambo; sono di taglia
medio grande; il cappello è generalmente di forma convessa sino a piano distesa,
asciutto o glutinoso con margine liscio o striato, spesso presenta dei resti di
velo generale (verrucche o lembi membranosi); le lamelle sono fitte, libere al
gambo (cioè che non lo toccano), di colore bianco e rimangono tali anche a
maturità del fungo essendo le spore bianche in massa; il gambo è centrale, fibroso,
davate con o senza anello, con volva (resto del velo generale che avvolge tutto lo
sporoforo allo stadio di ovolo) di varie forme; le spore sono amiloidi
o non amiloidi (caratteristica, questa, riscontrabile solo con analisi miscroscopica
e con l'ausilio di un particolare reagente).
L'Amanita ha crescita terricola (sul
terreno) e micorrìzica (in simbiosi con piante arboree).
Veniamo ora alla descrizione delle due specie che a noi interessano in questo
momento.
Amanita phalloides (Fries) Link:
• Cappello da 5 a 15 cm. di diametro, da emisferico a convesso infine piano;
margine liscio; superficie liscia, sericea a tempo secco, opaca a tempo umido, con
fibrille radiali innate; a volte presenta resti in lembi del velo
generale; colore dal verde, bruno-oliva al giallo, fino al bianco nella varietà
"alba"(Gillet) Bourdot.
• Lamelle libere al gambo, fitte, bianche.
• Gambo da 8 a 15 cm. di lunghezza, cilindrico, rastremato verso l'alto, da
pieno a cavo, decorato da zigrinature a pelle di serpente di colore verdastro;
anello a gonnellino e bulbo basale avvolto da una volva sacciforme (a forma
di sacco) con orlo libero al gambo, che presenta a volte riflessi verdastri
all'interno.
• Carne bianca, sapore dolciastro (si sconsiglia l'assaggio).
• Odore come di rose appassite, mielate, a maturazione disgustoso simile a
cadaverico.
• Spore amiloidi.
• Habitat: prevalentemente in boschi di latifoglia.
Amanita virosa (Vittadini) Bertillon:
• Cappello da 5 a 10 cm. di diametro, da conico ovoide a campanulato, infine allargato, con umbone più o meno pronunciato e margine liscio non
striato, spesso lobato e un po' eccentrico rispetto all'inserzione sul gambo;
colore biancastro con cuticola sericea o umida a seconda delle condizioni
atmosferiche.
• Lamelle fitte, bianche, con filo fioccoso, libere al gambo.
• Gambo da 8 a 16 cm. di lunghezza, subcilindrico, rastremato verso l'alto,
slanciato, con anello membranoso Fioccoso, a base bulbosa, con volva sacciforme libera al gambo.
• Carne tenera, bianca, di sapore lievemente acre (si sconsiglia l'assaggio).
• Odore di muffa.
• Cresce in alta montagna soprattutto sotto abete rosso.
• Stessa tossicità della A. phalloides.
Voglio concludere riassumendo quali sono i caratteri principali di questo gruppo
di Amanita (sottogenere Amanitina sezione Phalloidee) che le distinguono da
altre:
1. ovolo con la parte basale più grossa di quella apicale;
2. base del gambo bulbosa arrotondata;
3. volva membranosa che avvolge il bulbo del gambo e libera nella parte superiore (a forma di sacco);
4. raramente rimangono lembi del velo generale sul cappello e comunque mai
sotto forma di verruche;
5. il margine del cappello si presenta liscio;
6. le spore sono amiloidi.
Si raccomanda pertanto al micofilo o micofago che sia, di
fare sempre molta attenzione a tutti i caratteri di uno sporoforo al fine di evitare gravi errori di
classificazione e/o spiacevoli conseguenze.
[Alberto Ferretti Q5D '2000]

A.M.B. Obiettivi e finalità
Gruppo Micologico Giovanni Corradi
Rivista Micologica
Centro Studi Micologici (C.S.M.)
Comitato Scientifico Nazionale (C.S.N.)
Confederatio Europaea Mycologiae Mediterraneensis (C.E.M.M. A.E.)
Vademecum del Raccoglitore
Le Amanite Mortali
Ciclo di riproduzione della specie Amanita
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