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giovedì, 9 settembre 2010

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L'acqua e le dighe


Istantanea in Valle di Daone (TN) La ricchezza vera quassù è l'acqua. Scende dal ghiacciaio dell'Adamello, si disperde in mille rivoli che danno vita a torrenti e ruscelli; nel fondovalle si riunisce nel Chiese e si butta nel lago d'Idro, prima di ripartire per il mare.
Acqua, elemento vitale: non per niente tutti  i paesi della valle sono sorti nei pressi di un torrente.
Acqua, elemento dell'economia: non per niente sui torrenti sorgevano le fucine, che sfornavano gli attrezzi agricoli.
Acqua, mezzo di trasporto: già in secoli lontani i boscaioli, grazie a sistemi ingegnosi, inviavano i tronchi tagliati dalla valle di Daone al fondovalle.
Acqua, fonte di vita: i torrenti con la loro ricca fauna. hanno mantenuto generazioni di paesani che pescavano con ogni mezzo, comprese le nude mani.


Laghi e torrenti


Istantanea in Valle di Daone (TN) I fianchi della valle sono ricchi di ruscelli  e torrenti che si gettano vorticosi nel fiume Chiese, il quale scendendo spumeggiante tra massi erratici, disegna ambienti sempre diversi e colmi di fascino, donando a questa terra tutta la sua ricchezza.
Alcune cascate, magnifiche e pittoresche, rompono con il riverbero degli spruzzi la placida sequenza dei boschi e delle rocce.
La cascata della Tina dell'Ert, che per millenni ha giocato a modellare  e lisciare i graniti, spicca superba già da lontano; quella del Leno che in inverno diventa la Regina del lago, luogo privilegiato per arrampicatori del ghiaccio, si catapulta selvaggia nelle acque del Lago di Boazzo.
I numerosi laghetti alpini sono infinite perle di blu cobalto disseminate con grazia fra le acerbe pieghe della montagna: Nudole è un'oasi alpestre dove si possono trascorrere pomeriggi pieni di gaiezza; il lago Campo, gemma vulcanica che delizia lo sguardo, è meta di pescatori per la ricchezza ittica delle sue acque. E poi il lago di Mare, quello dei Casinei, il Copidello ...


Le dighe


Istantanea in Valle di Daone (TN) Il serbatoio di Malga Bissina (1800 msm), della capacità utile di sessanta milioni di metri cubi, è contenuto da una diga a gravità alleggerita, costituita da 22 elementi cavi, separati da giunti permanenti, lunga 561 m e profonda 87 m.
Le sue acque alimentano la centrale di Malga Boazzo,   completamente costruita in una ciclopica caverna, dove è installata una potenza di 97.000 Kw ed una producibilità media annua di 147 milioni di Kwh. Lo sbarramento, di 440m, in parte a gravità alleggerita ed in parte a gravità massiccia, puo' contenere circa 12 milioni di metri cubi d'acqua.
Poco distante da Daone, il serbatoio di Ponte Murandin, che  puo' contenere 300.000 metri cubi d'acqua è formato con uno sbarramento di  76 m che chiude una stretta e profonda forra.
Le acque di questo sistema vengono portate attraverso derivazioni alla potente centrale di Cimego che, equipaggiata con tre gruppi di generatori, è tra le maggiori del mondo.


Il sistema delle centrali


Istantanea in Valle di Daone (TN) "La ricchezza viaggerà su tre fili", predicevano gli anziani di Daone negli anni Cinquanta quando la selvaggia valle fu invasa da migliaia di uomini venuti fino ai 1800 m  di Malga Bissina ed ai 1200 m di Malga Boazzo per costruire maestose muraglie di cemento che chiamavano dighe ed enormi grotte nella roccia che chiamavano centrali" 

Qui nella valle, come in numerose altre vallate alpine, la presenza di fiumi e torrenti ha richiamato l'attenzione delle imprese idroelettriche, le quali hanno realizzato un sistema di dighe, centrali e condotte forzate di tutto rispetto. Mentre le prime e le seconde si vedono, le ultime solcano per chilometri il sottosuolo della valle attraverso misteriosi percorsi.
Ai 1800 msm di malga Bissina c'è il primo sbarramento che contiene un bacino artificiale di sessanta milioni di metri cubi d'acqua. Da qui parte una condotta forzata che porta l'acqua alla centrale in roccia di malga Boazzo (1200 msm), più in basso di quasi 600 m. L'acqua che esce dalla centrale forma un bacino di oltre 12 milioni di metri cubi e poi riparte per piombare in una condotta forzata, sulla centrale di Cimego (490 msm), dopo un salto di 738 m. 
A Cimego arriva pure una condotta dal bacino di Murandin, posto vicino a Daone, con un balzo di 232 m.
L'acqua in galleria non si ferma a Cimego ma viene spedita alla centrale di Storo, sotto di 95 m., prima di uscire all'aperto ed incamminarsi placida verso il lago.
Dalle centrali parte una massa di energia elettrica che va verso la Pianura Padana, a servire città e paesi, fabbriche e scuole, ospedali e case private. E' un sistema che produce 625 milioni di Kilowattora, ovvero energia sufficiente ad illuminare case e stradè di tre città come Milano.
Avevano ragione i saggi anziani di Daone: ecco la ricchezza che viaggia su tre fili lucenti.


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