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giovedì, 9 settembre 2010

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NEWS


SPEED ROCK 2004


SPEED ROCK CLIMBING WORLD CUP

Era da qualche mese che l’organizzazione di Speed Rock si ritrovava settimanalmente, a determinare e consegnare gli impulsi positivi per la competizione che si sarebbe svolta nelle giornate del 17 e 18 luglio 2004. Già il 5 di febbraio le persone che avevano aderito a questa iniziativa si ritrovarono per definire in forma ufficiale la costituzione dello “Speed Rock Committee”. Dieci persone…Egidio Brisaghella, Stefano Pellizzari, Dario Zimelli, Pierangelo Busetti, Alessandro Togni, Fausto Losa, Daniela Losa, Antonio Ghezzi, Alberto Ghezzi, Tarcisio Pellizzari, costituiscono dunque il primo direttivo che condurrà verso e dentro la quarta edizione di Speed Rock, iscritta come terzo appuntamento nel calendario della Coppa del Mondo di arrampicata in parallelo di velocità. Considerata dagli atleti e appassionati “la competizione top “ a livello mondiale, si presenta quest’anno in tutta la sua forza atletica, di spettacolo e di trasporto emozionale. E la particolarità di questo momento di sport si risolve peraltro tutto in quelle due orette di qualifica, semifinale e finale che tanto rendono alla nostra voglia di assorbire sensazioni diverse dal solito. Ecco, forse proprio questo è il segreto di Speed Rock, la sua unicità, la sua intensità, il suo carattere ultramoderno, la sua insolita rappresentazione. E’ subito “Show”!.
La diga di Bissina intanto si erge con tutta la sua prepotenza e bellezza ad ospitare questi ragni della verticale che in cerca di spazi più lontani, in tensione fisica per superare i limiti della gravità, si gettano in un tuffo verso l’alto quasi dimentichi della loro essenza terrena.

Venerdi 16 luglio
La promozione era dilagante attraverso scritte, segnaletiche e diffusione immagini / depliant. In tardo pomeriggio con Angelo Seneci che si occupa della direzione tecnica ci troviamo presso la sede Pro Loco di Daone. Lo spazio è ridotto ma accogliente. Arrivano i primi atleti. I due Alexandre, Pechekonov e Chaoulsky, sono già nei paraggi quando un improvviso quanto aggressivo temporale scuote i nostri animi. Speriamo che non sia così domani!
Nina Herzog, l’austriaca da noi per la sua prima si trova nei dintorni del comune…vado a prenderla con la macchina… Le strade sono torrenti in piena, dal vetro tutto appannato si vede a malapena…Lei con il sorriso giovane che si ritrova sembra godersi di questa sorta di avventura e la prende con filosofia.
Alcuni atleti telefonano, sono ancora a Milano, e sono già le sette di sera… Altri sono già al Ristorante da Pierino: fra di loro anche Etti Hendrawati che ha fatto una trasvolata dall’Indonesia per arrivare a disputare Speed Rock.
Alla fine arrivano tutti, compreso Andrzej Mecherzynski… giunto a mezzanotte dopo un viaggio in autostop attraverso le Alpi… da Chamonix in Francia dove qualche giorno prima si era svolta la precedente competizione. Benedetta giovinezza.

Sabato 17 luglio
Ore 7.00. All’Albergo La Valle di Daone ci aspetta Piratinskyi, il vice presidente della International Council Competition Climbing. Con lui anche la figlia Maya, una delle favorite per il podio. Con me invece mio figlio Marco che già dalla conferenza stampa di Trento si occupa della documentazione fotografica della quale abbiamo sempre più bisogno sia per la stampa che per la televisione che per tutti gli sponsor ufficiali della manifestazione.
Si sale per Bissina. Angelo ci attende per il “technical meeting” con tutti gli atleti. Alle 9.30 si da inizio alle prove libere e la parete della diga si riempie di colore. Le magliette interamente arancio vivo sono flash sopra il color fumo di Londra del cemento. E tutto è in movimento. La giornata non è straordinaria in fatto di meteorologia ma ci accontenteremmo anche solo del fatto che il cielo non si abbandoni a qualche pianto inopportuno.
Gli atleti già cominciano a sentire il carico di tensione emotiva, quella che li accompagnerà fino al momento finale della chiusura della competizione. Lo Speed Rock Stadium Diga di Bissina intanto sembra vivere in uno spazio di tempo che sembra non appartenere più solo alla Valle di Daone. Si sente come un respiro mondiale, un’aria di internazionalità che rende bellezza in ogni momento. Siamo tutti dentro questo spazio in trasformazione e 26 giovani atleti, fra ragazzi e ragazze ci aiutano a cogliere questo fascino ancora da esplorare.
La voce di Paolo Malfer si diffonde dapprima pacata, sottolinea le questioni tecniche della gara, si sofferma sulla descrizione degli atleti, indugia ogni tanto sulle peculiarità di questa gara singolare, la presenta come un evento unico. Yekaterinburg (Russia), Chamonix (Francia), Daone (Italia), Shangai (Cina) Edinburgh (Inghilterra)… Ecco le cinque tappe di quest’anno. E noi ci siamo. “Very nice, very important”.
E questo grazie ad un’organizzazione attenta che viene sostenuta dal Comune di Daone, da ENEL l’energia che ti ascolta, dal BIM del Chiese, dalla Provincia Autonoma di Trento, dalla Regione Autonoma di Trento, dalla Cassa Rurale Alto Chiese… e in particolare da “Trentino”…infine da tanti sponsor, gli esercenti, i commercianti e gli artigiani di Daone e dei paesi della Valle del Chiese. Ma come non ricordarsi delle collaborazioni: in particolare la Pro Loco di Daone, tutti i ragazzi e il presidente Armando Corradi al quale rivolgiamo il nostro grazie più sentito; ma anche la nutrita rappresentanza della SAT di Daone con il presidente Antonio Ghezzi; il Gruppo ANA Alpini di Daone con il capogruppo Egidio Brisaghella; i Vigili del Fuoco di Daone con il comandante Alberto Ghezzi che assicurano con la loro presenza l’intera manifestazione; poi il Soccorso Alpino della Valle del Chiese con il capogruppo Roberto Bolza che anche quest’anno ha dato tutto il suo contributo di sicurezza… e di più. E infine il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza di Tione con il comandante Bellagamba al quale non possiamo che esprimere gratitudine e stima per la qualificata presenza che permette la sicurezza in fase di arrampicata a tutti gli atleti e ai ragazzi che partecipano alla Spiderkids, la mini gara trampolino per gli arrampicatori del futuro, condotta con gentilezza e capacità da Manuela Sartori. Grazie anche a Juri Corradi, Alberto Pellizzari, Diogo, Daniel e a tutti i ragazzi di Daone che si sono preso a cuore Speed Rock. A tutti grazie di cuore.

Domenica 18 luglio
La mattinata trascorre in tutta tranquillità e il tempo sembra favorirci. Le qualifiche si susseguono lasciando aperte numerose possibilità per il proseguo della gara. Libor Hroza, giovanissimo alla sua prima, viene dalla Repubblica Ceca. Ancora in eliminatoria incautamente cozza con il ginocchio destro su una delle prese e deve arrendersi.
I soliti Tomasz Oleksy, Alexandre Pechekonov, Iakov Soubbotine e Sergey Sinitsyn se ne vanno da campioni. Nelle femminili si prende una bella fetta di attenzione la indonesiana Etti Hendrawati e tutti, ma proprio tutti guardano la bellezza e la atleticità di Tatiana Rouyga.
Alle finali si arriva con Sergey contro Alexandre… Tatiana contro Etti.
Intanto si erano placate le lacrime e la disperazione di Edyta Ropek, per non esser riuscita a trovare lo spunto giusto per la finale. Una disperazione condivisa anche da Olessya Saoulevich, da Maya Piratinskaya, e da Anna Saoulevich, la fortissima prima in classifica mondiale che vincerà invece a Shangai.
Ma, in finale, quando Etti sembra tenere testa alla sua rivale, si lascia cadere e rinuncia alla salita di finale colta da un malessere che la costringe al ritiro. Il pubblico è in apprensione, ma tutto si risolve per il meglio.
Si classifica in seconda posizione, mantenendo però il record di 27’’.40 stabilito in semifinale.
Sergey Sinitsyne assorto e concentrato come non lo abbiamo mai visto viene colto dalle telecamere mentre sta pregando prima di disputare la finale, un gesto che la dice lunga sull’intensità espressa e sulla percezione dell’importanza della gara. La finale maschile, che pur in prima manche vede la quasi parità fra Sinitsyne e Pechekonov vede il ritiro di quest’ultimo.
Vince Sinitsyne che esplode con tutta la sua potenza sulla parete sfiorando il record di Oleksy stabilito nella passata edizione.
Il finale è il solito tripudio di gioia per tutti e le premiazioni un momento che sembra veramente appartenere al più classico carattere di Olimpia.
Solo un’ultima considerazione ancora: sono quattro le edizioni di Speed Rock al maschile e quattro sono i vincitori: 2001Tomasz Oleksy; 2002 Vladimir Zakarov; 2003 Maxim Stenkovoi; 2004 Sergey Sinitsyne.
Due edizioni al femminile e due vincitrici: 2003 Olena Riepko; 2004 Tatiana Rouyga…
…Il futuro ci tiene in serbo certamente altre novità ed altre emozioni.
[Alessandro Togni / Speed Rock Committee]
[03/02/2005]






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